ORDINANZA N. 24
ANNO 1962
REPUBBLICA
ITALIANA
IN NOME DEL
POPOLO ITALIANO
LA CORTE
COSTITUZIONALE
composta dai signori giudici:
Avv. Giuseppe CAPPI, Presidente
Prof. Gaspare AMBROSINI
Dott. Mario COSATTI
Prof. Francesco Pantaleo GABRIELI
Prof. Giuseppe CASTELLI AVOLIO
Prof. Antonino PAPALDO
Prof. Nicola JAEGER
Prof. Giovanni CASSANDRO
Prof. Biagio PETROCELLI
Dott. Antonio MANCA
Prof. Aldo SANDULLI
Prof. Giuseppe BRANCA
Prof. Michele FRAGALI
Prof. Costantino MORTATI
Prof. Giuseppe CHIARELLI,
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
nel giudizio di legittimità costituzionale
dell'art. 15, n. 7, del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, promosso con deliberazione
emessa il 23 marzo 1961 dal Consiglio comunale di S. Nicola dell'Alto nel
procedimento su ricorso di Palmieri Severino, iscritta al n. 77 del Registro
ordinanze 1961 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 155
del 24 giugno 1961.
Ritenuto che con la suddetta deliberazione
é stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15, n.
7, del T.U. 16 maggio 1960, n. 570, in riferimento agli artt. 48 e 24 della
Costituzione;
Considerato che la questione, in
riferimento all'art. 24 della Costituzione, é stata già decisa da questa Corte,
la quale con sentenza 3 luglio 1961, n. 42, l'ha dichiarata non fondata in
relazione all'art. 15, n. 6, dello stesso T.U. con motivazione che vale anche
per l'art. 15, n. 7, ora denunciato;
che in questa sede é intervenuto il
Presidente del Consiglio dei Ministri;
che anche in riferimento all'art. 48 della
Costituzione, rispetto al quale, peraltro, non si deducono particolari motivi
di illegittimità costituzionale della norma denunciata, non v'é motivo di discostarsi
dalla precedente decisione, in quanto essa ha precisato che i casi di
ineleggibilità consentiti dalla Costituzione non sono soltanto quelli a cui si
riferisce lo stesso art. 48, terzo comma, mentre, come ha già affermato questa
Corte nella sentenza
n. 43 del 3 luglio 1961, il
principio dell'eguaglianza del voto, stabilito dal citato art. 48, secondo
comma, della Costituzione, non riguarda direttamente il risultato concreto della
manifestazione di volontà dello elettore;
Visti gli artt. 26, secondo comma, e 29
della legge 11 marzo 1953, n. 87, e l'art. 9, secondo comma, delle Norme
integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale;
PER QUESTI
MOTIVI
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la manifesta infondatezza della
questione di legittimità costituzionale dell'art. 15, n. 7, del T.U. 16 maggio
1960, n. 570, proposta con la deliberazione di cui in epigrafe e ordina il
rinvio degli atti al Consiglio Comunale di S. Nicola dell'Alto.
Così deciso in Roma, in camera di
consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20
marzo 1962.
Giuseppe CAPPI - Gaspare AMBROSINI - Mario COSATTI - Francesco Pantaleo GABRIELI - Giuseppe CASTELLI AVOLIO - Antonino PAPALDO - Nicola JAEGER - Giovanni CASSANDRO - Biagio PETROCELLI - Antonio MANCA - Aldo SANDULLI - Giuseppe BRANCA - Michele FRAGALI - Costantino MORTATI - Giuseppe CHIARELLI
Depositata in cancelleria il 27 marzo 1962.