Consulta OnLine (periodico online) ISSN 1971-9892

 

CALLS OF PAPERS, BANDI E BORSE

 

2019*

 

 

 

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Lara\Desktop\new.gif Entro il 1° marzo – TORINO – call for papers IV Convegno di studi di Diritti regionali

IV Convegno di studi di Diritti regionali  Università degli Studi di Torino  Dipartimento di Giurisprudenza  21 giugno 2019 su “Regionalismo differenziato e specialità: problemi e prospettive”.

1. Oggetto del convegno

La Rivista Diritti regionali, il cui focus è da sempre il diritto delle autonomie territoriali, intende organizzare presso l’Università di Torino il suo IV Convegno annuale, ponendo al centro della giornata di studi la tematica del regionalismo differenziato e dei suoi possibili sviluppi, avendo uno sguardo anche ad altri ordinamenti giuridici che hanno sviluppato al proprio interno forme di c.d. federalismo asimmetrico (Spagna, Belgio, Canada, etc.). Si vuole inoltre tornare a riflettere sul senso della specialità regionale e sulle sue prospettive, per esaminarne possibili sviluppi e ponendola in rapporto con la possibile realizzazione di forme di regionalismo differenziato.

Il Convegno intende dunque approfondire, anche in chiave comparata, i temi della differenziazione e della specialità delle autonomie territoriali sotto diversi profili, promuovendo sia una loro ricostruzione teorica che una riflessione scientifica sulle prospettive che essi potranno avere in futuro, nella più ampia cornice dell’ordinamento repubblicano unitario.

Nel corso della XVII Legislatura metà delle Regioni italiane, così come già alcune avevano fatto nel 2006, ha infatti inteso avviare il percorso di c.d. regionalismo differenziato ex art. 116, comma 3, della Costituzione, anche in conseguenza dei referendum regionali svoltisi a ottobre 2017 in Veneto e Lombardia. Tale percorso è volto, come noto, ad attribuire maggiori funzioni in diversi ambiti materiali a quelle Regioni che ne facciano richiesta al Governo, sentiti gli enti locali interessati, nel rispetto dell’art. 119 della Costituzione.

Nell’attuale incertezza sui tempi e sulle modalità di conclusione delle procedure attuative dell’art. 116, comma 3, della Costituzione, il Convegno intende essere occasione per riflettere, all’interno della comunità scientifica, sul tema, più generale, del rapporto tra governi periferici e governo centrale e sul grado di possibile differenziazione all’interno di una Repubblica «una e indivisibile».

Il Convegno, inoltre, vuole offrire un momento di riflessione, anche interdisciplinare, sul tema del regionalismo differenziato, con contributi di economisti e giuristi (pubblicisti, costituzionalisti e comparatisti). L’analisi riguarderà tanto il contesto italiano quanto, in prospettiva comparata, le realtà di altri ordinamenti statali. Essa sarà volta, per un verso, a porre in rapporto e a confronto il c.d. regionalismo differenziato sia con il federalismo asimmetrico che con la specialità regionale; per un altro, ad analizzare più nel merito il regionalismo differenziato, studiando sia i diversi ambiti materiali della differenziazione che l’eventualità di differenti ipotesi di “diversificazione” regionale rispetto a quella, più esplicita, prospettata dall’art. 116, comma 3, della Costituzione.

2. Obiettivi particolari di ricerca

Il tema generale si articolerà in tre specifici profili di analisi:

- Federalismo asimmetrico e regionalismo differenziato

Il c.d. federalismo asimmetrico nasce, come noto, quale risposta a istanze autonomistiche dovute a profonde differenze etniche, culturali, linguistiche, religiose, etc., che rischiavano di condurre in alcuni Stati a una secessione di parte del territorio. Considerato che attualmente molte delle richieste di regionalismo differenziato fanno leva proprio sulla necessità di valorizzare le vocazioni territoriali regionali, grazie all’analisi comparata di sistemi giuridici che hanno adottato tale tipo di federalismo, si intende riflettere se nel nostro Paese ci troviamo nelle medesime condizioni e se le soluzioni impiegate in ordinamenti federali asimmetrici possano adottarsi anche in Italia.

- Gli ambiti materiali e i modelli organizzativi della differenziazione regionale

Si intende esaminare il regionalismo differenziato partendo, da un lato, dallo studio dei singoli ambiti materiali di cui le Regioni stanno chiedendo l’attribuzione (governo del territorio; ambiente; beni culturali; tutela e sicurezza sul lavoro; istruzione; porti; accoglienza e assistenza ai rifugiati; sanità; coordinamento della finanza pubblica; legislazione sulle autonomie locali; protezione civile; internazionalizzazione e commercio con l’estero; etc.) e, dall’altro, indagando se l’art. 116, comma 3, della Costituzione sia davvero l’unica strada percorribile di differenziazione regionale, onde riflettere, più in generale, sul delicato e complesso rapporto tra differenziazione regionale e uguaglianza.

- Regionalismo differenziato, sistema finanziario e specialità regionale

Molte delle richieste regionali si fondano sulla presunzione di poter svolgere in modo più efficiente funzioni che attualmente sono gestite centralmente, nonché sulle polemiche relative al c.d. “residuo fiscale”, rispetto al quale, peraltro, non vi è comunanza di interpretazioni da parte della dottrina. Tali fattori conducono inevitabilmente ad una riflessione sulle Regioni speciali per valutare, da un lato, l’opportunità della loro “resistenza” a fronte dell’eventuale concretizzarsi del regionalismo differenziato e, dall’altro, per testare se si possa accertare un effettivo miglioramento funzionale negli ambiti materiali gestiti a livello decentrato nei territori a statuto speciale.

3. Indicazioni organizzative

Il Convegno si svolgerà il 21 giugno 2019. Le proposte di partecipazione dovranno pervenire, entro il 1° marzo 2019, al seguente indirizzo: diritti-regionali-direzione@googlegroups.com. Dovranno essere accompagnate da un abstract di non più 3000 caratteri (spazi inclusi), dal titolo e sottotitolo, dall’indice (completo) e da una scheda con nome, cognome, qualifica, titoli di studio e luogo del loro conseguimento.

Esse dovranno recare come oggetto la dizione “Call for papers – Convegno su ‘Regionalismo differenziato e specialità’.

Tutti i materiali trasmessi dovranno essere inviati sia in formato doc sia in formato pdf.

Le proposte pervenute saranno esaminate dalla Direzione della Rivista Diritti regionali, che comunicherà agli autori l’eventuale ammissione al Convegno.

I papers, che non dovranno avere una lunghezza superiore ai 50.000 caratteri (spazi inclusi) e dovranno essere scritti secondo i criteri redazionali che saranno forniti agli autori, dovranno essere inviati, entro e non oltre il 10 maggio 2019, al medesimo indirizzo e-mail e saranno sottoposti alla valutazione della Direzione di Diritti regionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro domenica 10 marzo – MILANO – Call for Papers

II edizione del Seminario del Dottorato in Diritto Pubblico, Internazionale ed Europeo, IV edizione del Workshop Dottorale della Scuola Europea di Tolosa

Il 4 al 5 luglio 2019 l’Università degli Studi di Milano organizzerà e ospiterà la seconda edizione del Seminario del Dottorato in Diritto Pubblico, Internazionale ed Europeo, che coinciderà anche con la quarta edizione del Workshop Dottorale della Scuola Europea di Tolosa.

Il Seminario si pone lo scopo di favorire il confronto accademico e lo scambio interpersonale tra dottorandi, i quali saranno i principali relatori all’evento.

L’evento di due giorni affronterà il tema “Lo Stato di diritto – The Rule of Law”.

Lo Stato di diritto è gradualmente diventato un fondamentale punto di riferimento nel moderno diritto costituzionale e internazionale ai fini della valutazione dell’esercizio del potere pubblico.

Anche se la nozione e la portata dello Stato di diritto variano a seconda del contesto di riferimento, le sue caratteristiche essenziali (il principio di legalità, di certezza del diritto e di uguaglianza davanti alla legge, nonché l’imparzialità e l’indipendenza della magistratura, l’efficacia del controllo giurisdizionale e il rispetto dei diritti fondamentali), così come definite da diverse istituzioni (quali le Corti costituzionali e di ultima istanza nazionali, la Commissione di Venezia, la Corte EDU e la Corte di giustizia dell’Unione europea) sono condivise dalle democrazie occidentali, come altresì testimoniato dalla loro inclusione tra i principali obiettivi delle Nazioni Unite.

Lo Stato di diritto soffre, oggi, una crisi politica e giuridica. La diffusione di ideologie nazionaliste e populiste nello spazio europeo, la crisi economica e finanziaria, la questione dell’immigrazione globale tanto nell’Unione europea quanto negli Stati Uniti, così come i nuovi cambiamenti politici e costituzionali incidono negativamente sull’equilibrio tra poteri costituzionali e istituzionali nelle democrazie occidentali.

Al fine di promuovere un’approfondita riflessione e stimolare un dibattito informato sulle molteplici implicazioni e sul futuro dello Stato di diritto, il Seminario si svilupperà in diverse sessioni di lavoro, concernenti in particolare:

1. Diritto internazionale e diritto dell’Unione europea

L’ordinamento giuridico internazionale riconosce e promuove lo Stato di diritto. Lo Statuto delle Nazioni Unite, ad esempio, cita i valori fondamentali che costituiscono lo Stato di diritto e ne sostiene il consolidamento e la tutela; la Dichiarazione universale dei diritti umani, altresì, asserisce che “i diritti umani siano protetti da norme giuridiche”. Il ruolo del diritto internazionale e delle organizzazioni internazionali nell’affermazione e nella promozione dei principi in esso contenuti merita di essere studiato e valutato al fine di determinarne l’efficacia.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea, lo Stato di diritto è annoverato tra i valori fondamentali dell’Unione europea. Tuttavia, l’effettivo rispetto della Rule of law in alcuni Stati membri è stato recentemente messo in discussione. Ciò comporta la necessità di verificare se, come e in che misura l’Unione europea sia in grado di affrontare tale problema e di promuovere il rispetto dei principi riconducibili allo Stato di diritto a livello nazionale e internazionale.

2. Diritto costituzionale e diritto comparato

Lo Stato di diritto, in tutte le sue caratteristiche fondamentali, è un principio fondamentale del diritto costituzionale: il suo rispetto assicura, ad esempio, la separazione dei poteri; allo stesso tempo, lo Stato di diritto garantisce la tutela dei diritti costituzionali di fronte agli abusi commessi dalle pubbliche autorità (ivi compreso il sistema giudiziario).

Tra le crisi giuridiche e politiche che minacciano lo Stato di diritto, meritano particolare attenzione: la perdita di centralità dei Parlamenti nazionali come decisori politici; la crescente complessità del sistema delle fonti del diritto in ragione della stratificazione dei livelli legislativi (locale, nazionale, europeo e sovranazionale); il sempre più intenso intervento di regolamentazione fornito, ad esempio, dagli esecutivi, dalle autorità indipendenti e dalle pubbliche amministrazioni. Gli effetti di questo processo hanno già provocato disuguaglianze economiche e hanno avuto rilevanti ripercussioni sulla tutela dei diritti umani.

I partecipanti sono invitati a esplorare tutte le questioni relative alle crisi dello Stato di diritto, concentrandosi sulle loro cause e/o conseguenze e suggerendo possibili rimedi, nella prospettiva del diritto costituzionale ovvero del diritto comparato.

3. Diritto amministrativo

L’attività amministrativa è fortemente influenzata dallo Stato di diritto. È per tale motivo che l’attribuzione dei poteri autoritativi, la loro organizzazione e gli strumenti attraverso i quali si svolge l’attività amministrativa debbono essere previsti da specifici atti legislativi.

Nondimeno, i regimi tradizionali di diritto amministrativo non paiono più adeguati ai cambiamenti in corso. Il modello di azione attraverso atti amministrativi, o anche quello che prevede il ricorso a strumenti di diritto privato o alla commistione pubblico-privato, è oggi soggetto a molteplici fattori di condizionamento, sia esterni che interni.

I candidati sono pertanto invitati a presentare proposte che affrontino tali questioni, tenendo conto, tra l’altro, delle sfide poste dalla digitalizzazione delle amministrazioni e dalla crescente tecnicizzazione delle attività amministrative.

4. Diritto tributario

Scandali come Luxleaks e i procedimenti tributari in materia di aiuti di Stato (Apple, Amazon, Google, ecc.) sollevano questioni critiche sulle intersezioni tra fiscalità, discrezionalità e Stato di diritto nelle moderne giurisdizioni di civil law e common law.

Dopo una definizione comparativa della discrezionalità fiscale, sarebbe utile comprendere come questa debba declinarsi nei sistemi fiscali in base allo Stato di diritto e quale dovrebbe essere la rilevanza di tale principio. Inoltre, un altro campo di ricerca cruciale è legato ai vincoli giuridici, politici e istituzionali che possono prevenire l’abuso dei poteri discrezionali delle amministrazioni fiscali.

I dottorandi a qualsiasi livello di sviluppo della propria ricerca sono invitati a presentare le domande di partecipazione al Seminario a ilaria.anro@unimi.it e a rosalba.dambrosio@unimi.it entro il 10 marzo 2019.

La domanda dovrà includere un curriculum accademico, la documentazione comprovante lo status di dottorando in diritto e un abstract di non più di 700 parole in italiano, inglese o francese, nel quale siano indicati il proprio nome, il titolo e la sessione di lavoro scelta. Si noti che saranno comunque esaminate (e potranno dunque essere selezionate) anche domande relative ad aspetti (rientranti nelle materie menzionate) o tematiche di diritto (diritto penale, diritto civile, filosofia del diritto, ecc.) non espressamente previste dalla presente call for papers.

Gli abstract saranno selezionati da una Commissione nominata dal Collegio Docenti del Dottorato in Diritto Pubblico, Internazionale ed Europeo dell’Università degli Studi di Milano. I risultati della selezione saranno comunicati ai candidati entro l’8 aprile 2019.

I candidati selezionati dovranno inviare i propri contributi completi, di massimo 7000 parole, entro il 10 giugno 2019. I contributi e le relazioni potranno essere redatti e presentate in lingua italiana, inglese o francese. Ogni materiale aggiuntivo utilizzato durante la presentazione orale (slides, documenti, ecc.) dovrà essere inviato a mezzo e-mail agli organizzatori entro e non oltre il 27 giugno 2019.

Tutti i documenti presentati dovranno essere originali (ovvero non pubblicati in precedenza su blog, riviste, ecc.). I contributi finali (di non più di 10.000 parole, note a piè di pagina incluse e inviati a mezzo e-mail agli organizzatori entro il 30 settembre 2019) saranno pubblicati nel Cahiers Jean Monnet, una raccolta curata dall’Università Toulouse 1 Capitole nell’ambito del Centro di Eccellenza Jean Monnet.

I pasti per la durata dell’intero soggiorno saranno offerti dall’Università degli Studi di Milano. L’Università coprirà anche le spese di soggiorno (2 notti) per gli autori degli 8 migliori contributi selezionati.

Per ulteriori informazioni: http://esl.ut-capitole.fr/appel-a-contributions-ateliers-doctoraux-2019-de-l-ecole-europeenne-de-droit-esl-centre-d-excellence-europe-capitole-ceec-milan-2019-746489.kjsp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

* Le call sono pubblicate nell’ordine cronologico di scadenza a partire dalla più prossima