Consulta OnLine (periodico online) ISSN 1971-9892

 

CALLS OF PAPERS, BANDI E BORSE

 

2020

 

 

 

 

Entro martedì 30 giugno – MESSINA – V Convegno di studi di Diritti regionali

V Convegno di studi di Diritti regionali Questione ambientale e autonomie territoriali

1. Oggetto del Convegno

Il V Convegno annuale della Rivista Diritti regionali avrà luogo a giugno presso l’Università degli Studi di Messina e riguarderà il rapporto tra questione ambientale e autonomie territoriali.

Al tema della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, in relazione alle esigenze di protezione delle biodiversità e degli animali e di promozione dello sviluppo sostenibile, si riconosce oggi un’importanza decisiva, testimoniata, tra l’altro, dalle recenti proposte di revisione della Carta repubblicana nella parte relativa ai principi fondamentali (art. 9 Cost.).

Nel Convegno, saranno affrontate entrambe le declinazioni del bene ambientale, da tempo distinte in base ad autonomi filoni interpretativi forniti dalla Corte costituzionale e rispettivamente riconducibili alle materie “ambiente-salute” (art. 32 Cost.) e “ambiente-patrimonio culturale” (art. 9 Cost.). A tali diverse aree materiali corrispondono, com’è noto, differenti assetti di poteri amministrativi, che saranno sottoposti ad autonome indagini.

L’analisi terrà conto, inoltre, delle strette correlazioni tra la materia “ambiente-salute” e altri ambiti di competenza dotati di pari riconoscimento costituzionale (in particolare, le materie “energia”, “trasporti” e “impresa”).

Una prima questione che s’intende affrontare è quella dello spazio che residua all’autonomia legislativa delle Regioni, anche in considerazione del carattere pervasivo della normativa dell’Unione europea e della potestà legislativa esclusiva dello Stato in ambito di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, prevista dall’art. 117, co. 2, lett. s), Cost. L’indagine non potrà che muovere da un’attenta ricognizione della giurisprudenza costituzionale, ricostruendo gli orientamenti, in verità non sempre univoci, del Giudice delle leggi. Particolare attenzione sarà dedicata alle prospettive di attuazione, nelle materie ambientali, del regionalismo differenziato previsto dall’art. 116, co. 3, Cost.

Una seconda questione è quella del sistema amministrativo idoneo a realizzare al meglio l’interesse pubblico. Si sollecita, in tal senso, lo svolgimento di indagini “sul campo”, utili ad analizzare le differenze tra gli assetti organizzativi presenti nelle Regioni ordinarie e in quelle speciali e a individuare benefici e svantaggi di un’eventuale regionalizzazione degli apparati decentrati del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Scopo dello studio dovrebbe essere quello di verificare la possibilità di replicare esperienze virtuose in ambito regionale, come ad esempio quelle assicurate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale dalle amministrazioni di autonomie speciali come il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano.

Una terza questione, strettamente correlata alle precedenti, è quella degli spazi di autonomia finanziaria che possono essere ipotizzati, in tale ambito, per le Regioni. È, quest’ultimo, un profilo strettamente legato alle concrete possibilità di ampliamento delle competenze normative e di riorganizzazione degli apparati amministrativi periferici.

Nella prospettiva interdisciplinare che contraddistingue il metodo di studio privilegiato dalla Rivista, l’indagine dei diversi aspetti giuridici, coinvolgenti vari ambiti disciplinari, dovrà innanzitutto tenere in considerazione i contributi di scienze naturali come l’ecologia e la climatologia, le cui conoscenze appaiono imprescindibili per la conformazione di strumenti giuridici adeguati agli elementi fattuali. Importanti elementi di riflessione saranno tratti, inoltre, dalla comparazione delle esperienze nazionali con quelle maturate in ordinamenti stranieri.

2. Profili di analisi

Il tema generale si articolerà in cinque profili di analisi, per ciascuno dei quali saranno approfonditi i distinti aspetti dei poteri normativi, delle funzioni amministrative e dell’autonomia finanziaria delle Regioni:

a)    ambiente, rifiuti e inquinamento;

b)    ambiente ed energia;

c)     ambiente e mobilità;

d)    ambiente e impresa;

e)     ambiente e cultura.

3. Indicazioni organizzative

Le proposte di partecipazione dovranno pervenire, entro il 30 giugno 2020, al seguente indirizzo: redazione@dirittiregionali.it. Dovranno essere accompagnate da un abstract di non più 3000 caratteri (spazi inclusi), dal titolo e sottotitolo, dall’indice (completo) e da una scheda con nome, cognome, qualifica, titoli di studio e luogo del loro conseguimento.

Esse dovranno recare come oggetto la dizione “Call for papers - Convegno su ‘Questione ambientale e autonomie territoriali’”.

Tutti i materiali trasmessi dovranno essere inviati sia in formato doc sia in formato pdf.

Le proposte pervenute saranno esaminate dal Comitato di Direzione della Rivista Diritti regionali, che comunicherà agli autori l’eventuale ammissione al Convegno.

I papers, che non dovranno avere una lunghezza superiore ai 50.000 caratteri (spazi inclusi) e dovranno essere scritti secondo i criteri redazionali che saranno forniti agli autori, dovranno essere inviati, entro il termine che sarà successivamente indicato, al medesimo indirizzo e-mail e saranno sottoposti alla valutazione del Comitato di Direzione di Diritti regionali.

 

 

 

 

 

 

 

Entro lunedì 31 agosto – BOLOGNA – Icon-S Italian Chapter 2020

Icon-S Italian Chapter - Terza Conferenza Il Futuro dello Stato Bologna, 20-21 novembre 2020 - 1 - Call For Panels And Papers.

Verso la fine del XX secolo, è stata annunciata la ritirata rapida dello Stato, sotto la pressione del mercato, delle autonomie e della globalizzazione. Una congerie di teorie cerca, o ha cercato, di relegarlo nel “ripostiglio” dei modelli politici superati, ora postulandone l’eradicazione, ora immaginandone il superamento verso differenti entità internazionali o federali. E invece, sullo scorcio di questo primo ventennio del XXI secolo, lo Stato è di nuovo al centro della scena, a causa di una serie di fattori, in buona parte concatenati. Prima si è trattato delle crisi economico-finanziarie, con le loro conseguenze in termini di sfiducia nei meccanismi di auto-regolazione del mercato, di crescita delle diseguaglianze e di nuove domande di partecipazione politica di portatori di interessi collettivi e diffusi. Negli ultimi mesi, un’altra e ancora più inquietante crisi è stata determinata dallo scenario pandemico: benché esso abbia un carattere globale e intersechi ben precise vicende e comunità locali, è ancora una volta sulle autorità nazionali che è ricaduta principalmente la responsabilità di prendere decisioni e adottare misure, talora inedite. La debolezza degli strumenti di coordinamento internazionale e sovranazionale e le divergenze nelle reazioni locali appaiono, ora, punti di debolezza che mettono in una diversa luce la posizione dello Stato, peraltro anch’esso in affanno dinanzi a vicende che stenta a governare. Il ritorno dello Stato – invero mai ritiratosi – è contrassegnato da ambiguità e contraddizioni che invitano gli studiosi a porsi domande che in parte sono nuove e assumono forme inconsuete, in parte vengono da lontano. Un primo punto teorico si concentra sull’idea stessa dello Stato costituzionale. Essa è stata continuamente ridisegnata per adattarsi alle varie costituzioni materiali che sono state poste, e anche oggi vanno ponendosi, nel tempo e nello spazio. In fondo, se lo Stato è ancora un’idea politica persistente, ciò non dipende forse dalla sua formidabile capacità di adattamento? L’interrogativo si riflette su tutti gli elementi tradizionalmente collegati a questa idea: il concetto di “popolo”, un tempo considerato un’unità data, presupposta dalla forma dello Stato, è ora connotato non solo dal pluralismo abbracciato dalle costituzioni del secondo dopoguerra, ma anche dal contatto con migrazioni e multiculturalismo; la “sovranità”, intesa come sovranità politica, ha dovuto affrontare le sfide poste da nuovi antagonisti (le cosiddette sovranità dell’economico, del biologico, della tecnica e della scienza, del digitale), ma rimane salda nella sua essenza; la stessa idea di “localizzazione” non può non esserci, perché ci siano uno Stato e il suo diritto, ma è forse quella più direttamente chiamata in causa da una pluralità di vicende, ai più vari livelli: da quelli coincidenti con specifiche aree di crisi, dove forme politiche senza spazi predeterminati lottano per la propria affermazione e sopravvivenza; fino alla sfera rarefatta ma molto concreta del digitale. Le spinte sopra evidenziate attraversano anche una delle espressioni tradizionalmente tipiche della sovranità statutale: l’esercizio della potestà punitiva. Da un lato, il sistema penale si presenta pluridimensionale e multilivello. Dall’altro, però, esso viene sempre più spesso identificato non come una extrema ratio, ma piuttosto come lo strumento cui ricorrere in via principale e immediata, quasi fosse il segno tangibile della presenza dello Stato e il dispositivo per esorcizzarne la crisi.

Un secondo insieme di domande di ricerca concerne il futuro dello Stato amministrativo. Da un lato, emerge la tendenza a rialzare barriere nel commercio globale e negli investimenti internazionali. Dall’altro, aumenta la domanda di intervento pubblico per porre rimedio alle distorsioni dei mercati finanziari, per rilanciare l’economia e offrire protezioni sociali. Tuttavia, a causa della crisi del debito sovrano e delle concomitanti politiche di austerità, gli apparati amministrativi dispongono di risorse sempre minori per rispondere a queste domande. Si tratta, insomma, di conciliare esigenze opposte: più e meno Stato, allo stesso tempo. Perciò, a tutte le latitudini, i governi sono continuamente impegnati in ambiziose politiche di riforma. L’aspirazione è costruire uno Stato più intelligente che massimizzi l’uso delle risorse a disposizione e garantisca la soddisfazione di vecchi e nuovi bisogni collettivi. La frammentazione interna dello Stato (agenzie, autorità indipendenti, società di vario genere, fondazioni), tuttavia, solleva difficili problemi di coordinamento e mette in dubbio l’uniformità delle regole pubbliche.

Un terzo punto di vista guarda allo Stato attraverso lo scenario europeo ed internazionale. Sia pure non senza discussioni e incertezze, fanno ormai parte del pensiero giuridico paradigmi che vanno ben oltre il diritto internazionale classico. Eppure, proprio su questo versante appare necessaria una valutazione, anche scientifica, dei meccanismi di integrazione e cooperazione dopo l’emersione dei cosiddetti sovranismi. Nell’Unione europea, dinamiche note, ma ancora bisognose di approfondimento, hanno contribuito a ridefinire istituti e politiche cruciali (come ad es. la cittadinanza europea o le politiche migratorie), sino a mettere in discussione le fondamenta stesse del processo di integrazione e l’adesione ad esso. Sul piano internazionale, sono venuti consolidandosi i processi di ritiro unilaterale dai fori di cooperazione multilaterali e dalle organizzazioni internazionali, così come le azioni volte a intralciare o bloccare gli strumenti di cooperazione. L’emergenza pandemica rappresenta un banco di prova per questi temi: una condizione eccezionale, che mette a dura prova tutto il sistema istituzionale fin nei suoi fondamenti, disvelandone natura, portata e limiti. Soprattutto in assenza di esplicite regolazioni costituzionali dell’emergenza, l’intero sistema dei poteri pubblici – dalle fonti del diritto, alla capacità amministrativa di intervento, sino agli strumenti penali di prevenzione – è sottoposto a tensioni senza precedenti in tempi di pace. Tutti i punti elencati , dunque, si prestano a essere guardati attraverso il prisma dell’emergenza. Nel momento in cui questo invito viene redatto, la cappa di incertezza che avvolge i prossimi mesi è fin troppo visibile, per quanto riguarda la possibilità non solo di articolare ragionamenti scientifici dotati di una certa compiutezza, ma addirittura di riuscire a incontrarsi nel luogo e nelle date indicate. Tuttavia, al momento, la diffusione dell’invito vale anche come auspicio che, in tempi non troppo lunghi, si riescano a recuperare i mezzi e anche la serenità per riflettere pacatamente su ciò che questa difficile situazione sta insegnando, anche in merito al senso della vita sociale e al ruolo delle istituzioni. Con questo auspicio, la terza conferenza della sezione italiana dell’International Society of Public Law (ICON·S, www.icon-society.org) avrà luogo a Bologna il 20 e il 21 novembre 2020, allo scopo di approfondire lo studio di questi temi, nella prospettiva multidisciplinare che contraddistingue ICON·S. Eventuali rivalutazioni logistiche del caso saranno fatte più avanti.

L’obiettivo della conferenza è favorire una discussione approfondita e rigorosa su un numero selezionato di contributi di ricerca, per rafforzare il dialogo nella comunità scientifica italiana e mondiale in queste aree.

Sono invitati a partecipare i ricercatori di tutte le aree delle scienze giuridiche, ma anche gli studiosi di sociologia, scienza politica, economia ed informatica, in qualsiasi fase della loro carriera. La selezione delle proposte sarà effettuata a partire dagli abstract dei paper (massimo 800 parole) e dalla descrizione dei panel (massimo 1000 parole), che debbono essere inviati, in lingua italiana o inglese, entro 31 agosto 2020 sul sito internet http://www.iconsitalia2020.it.

L’esito della selezione sarà comunicato entro il 30 settembre 2020.

Per chi lo desiderasse, le versioni definitive dei contributi potranno essere pubblicate, previo superamento del relativo processo di valutazione, nel Forum dei Quaderni costituzionali, nella collana degli IRPA Working Papers e nell’Italian Journal of Public Law.

I migliori contributi saranno considerati in vista di una possibile pubblicazione su Diritto pubblico, Quaderni costituzionali e sulla Rivista trimestrale di diritto pubblico, anche in questo caso previo superamento del relativo processo di valutazione. Per informazioni: 2020@icon-s.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

* Le call sono pubblicate nell’ordine cronologico di scadenza a partire dalla più prossima