Consulta OnLine (periodico online) ISSN 1971-9892

 

CALLS OF PAPERS, BANDI E BORSE

 

2019*

 

 

 

 

Entro lunedì 10 giugno - Università di Torino e del Piemonte Orientale - call for papers

Convegno “Sofferenze e insofferenze della giustizia costituzionale”

17 e 18 ottobre 2019 presso l’Università di Torino.

1. Oggetto del Convegno. - A cento anni dalle prime leggi sulla giurisdizione costituzionale austriaca, la giustizia costituzionale italiana è dotata di istituzioni, pratiche e insegnamenti a prima vista consolidate. La communis opinio doctorum ne ha accreditato un’immagine di successo. Mentre la Costituzione per alcune parti sembra invecchiata bene e per altre è stata oggetto di censure e proposte di revisione, la Corte costituzionale italiana ha incontrato solo sporadiche resistenze politiche, non è stata oggetto di riforme come il Conseil Constitutionnel francese, né ha subito critiche anche aspre come il Bundesverfassungsgericht tedesco o la Supreme Court statunitense.

Eppure il consenso di base che regge la Costituzione come principale fonte di legittimazione dei giudici e delle sentenze costituzionali sembra essersi ridotto. Le idee e le regole della giustizia costituzionale rischiano di non tenere il passo con la sua realtà. Lo spirito dei tempi oppone oggi il realismo dell’età dei poteri all’idealismo dell’età dei diritti, accusa il costituzionalismo di mascherare il governo dei giudici (juristocracy), asseconda nuove forme di giudizio popolare. Lo stato odierno della giustizia costituzionale è segnato da alcune condizioni critiche, che causano sofferenze e insofferenze e rendono l’istituzione più flessibile rispetto alle previsioni normative ma meno afferrabile rispetto ai modelli teorici iniziali.

Il Convegno si pone l’obiettivo di provare a ricomporre le dinamiche e le trasformazioni in atto in un quadro di analisi critica, per diagnosticare sofferenze reali e prospettare rimedi efficaci.

2. Linee direttrici della ricerca. - La ricerca intende indagare il tema secondo le linee direttrici che qui si espongono.

a) In primo luogo, saranno riconsiderate le aspettative di senso e valore che hanno mosso gli artefici del sistema italiano di giustizia costituzionale. Nel corso della storia della Repubblica ne sono state soddisfatte le aspettative? Oppure sono mutate? Sono stati evitati i rischi paventati dai primi critici? Ne sono sorti altri? La giustizia costituzionale ha protetto la Costituzione da modifiche tacite? O magari ha contribuito a giustificarle?

b) In secondo luogo, si esamineranno gli strumenti tecnici con i quali la giurisdizione costituzionale è chiamata a rendere giustizia alla società, anche mediando tra esigenze sociali confliggenti. Per quanto riguarda gli input, occorre indagare come l’accesso “alla” Corte si intrecci con l’accesso “della” Corte alle problematiche costituzionali. Per quanto riguarda gli output, occorre analizzare quale ruolo condizionante possono avere avuto la necessità e la ragion di Stato nella giurisprudenza costituzionale e quale impatto possono aver avuto le sempre più complesse tecniche decisorie manipolative e la gestione dei tempi della giustizia costituzionale sulle promesse di giustizia sociale contenute nella Costituzione.

c) In terzo luogo, si affronteranno sofferenze, reali o percepite, nei dialoghi, collaborativi o conflittuali, tra la Corte costituzionale e le altre magistrature, nazionali ed internazionali. I nodi da sciogliere riguardano il senso e il valore istituzionale del diritto di “azione in giustizia costituzionale”, nazionale e sovranazionale, le competenze relative all’“interpretazione conforme” alla Costituzione e alle fonti internazionali, le decisioni manipolative di trattati internazionali, le implicazioni processuali delle “limitazioni alla sovranità” e dei cosiddetti “contro-limiti”.

d) Da ultimo, l’attenzione verrà rivolta alle relazioni della Corte costituzionale con le istituzioni che presidiano l’opinione pubblica. Quanto pesa l’ignoranza del pubblico non specializzato rispetto alle potenzialità e ai limiti della giustizia costituzionale? Quale trasparenza e quale segretezza si può pretendere dai giudici? Come sono mutate le strategie di comunicazione della Corte anche a fronte dei nuovi social media?

Tali ambiti di ricerca verranno partitamente analizzati nell’ambito delle quattro sessioni in cui il convegno sarà suddiviso.

3. Procedura di invio. - Coloro i quali intendano partecipare alla selezione sono tenuti a inviare, entro e non oltre il 10.06.2019, un abstract del proprio contributo di lunghezza massima non superiore a 500 parole, unitamente a un breve cv, al seguente indirizzo:

convegnogiustiziacostituzionaletorino2019@unito.it .

La e-mail contenente l’abstract dovrà recare nell’oggetto la dicitura “Abstract - Sofferenze e insofferenze della giustizia costituzionale”.

I partecipanti il cui abstract sarà stato accettato saranno contattati dal Comitato organizzativo del convegno entro il 15.07.2019.

I candidati selezionati in base ai rispettivi abstract saranno tenuti a inviare il testo del proprio contributo per la partecipazione al convegno entro il 5.10.2019, e potranno presentarli nell’ambito del convegno stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro lunedì 10 giugno – Rassegna di diritto pubblico europeo – call for papers 

Quali scenari per l’Europa dopo le elezioni?”

Le prossime elezioni europee aprono a scenari politico-istituzionali incerti e nebulosi. Innanzitutto, non è chiaro quale sarà il futuro indirizzo politico prevalente all’interno del Parlamento europeo. Il confronto non riguarda tanto le tradizionali ‘famiglie’ politiche europee, quanto le due diverse prospettive di Europa proposte, per un verso, dai c.d. ‘sovranisti’, che propugnano l’Europa delle Nazioni, per l’altro, dai c.d. europeisti, che invece continuano a credere, seppure con sensibilità diverse, al progetto politico di un’Europa unita e federata nella prospettiva di medio-lungo termine.

In molti Paesi europei sembra farsi spazio un pensiero fortemente critico verso l’Unione, sia per la gestione in questi anni della crisi economica nella zona-euro, sia per le difficoltà di dare vita a livello europeo a una politica comune migratoria. In ragione di tali difficoltà, non sono pochi i leader di Paesi europei che propongono di recuperare a livello nazionale quel tasso di sovranità che è stato ceduto a livello sovranazionale. Si ritiene, in tale prospettiva, che la dimensione nazionale sia la più adeguata per tutelare i cittadini di uno Stato, per cui l’Unione europea può diventare anche semplicemente una sede di coordinamento degli Stati europei, senza più avere il respiro di un progetto politico comune di integrazione, com’era nell’intendimento dei Padri fondatori. A tal riguardo, sarà altrettanto interessante verificare il dibattito politico italiano all’indomani delle elezioni, dal momento che l’Italia, negli ultimi tempi, sembra aver abbandonato la sua tradizionale vocazione europeista a favore di posizioni più ‘sovraniste’, quasi ignare di quel principio enunciato all’art. 11 della nostra Costituzione, per cui l’Italia può procedere alle limitazioni della propria sovranità per la realizzazione di un ordinamento sovranazionale che favorisca la pace tra le Nazioni.

Altro profilo critico a livello europeo in questo momento è la ricerca di un “accordo condiviso” sulla Brexit. Il Premier britannico, Theresa May, ha deciso di optare per la ricerca di un compromesso e di ritenere preferibile un accordo volto ad assicurare un’uscita tempestiva ed ordinata della Gran Bretagna dall’Unione. Di qui la necessità di un’ulteriore proroga del termine di cui all’art. 50 TUE sino al 31 ottobre 2019, per consentire la ratifica dell’Accordo di recesso. Ne consegue che – se il Regno Unito dovesse risultare ancora membro dell’UE alla data del 23 maggio 2019 – sarebbe obbligato a partecipare alle elezioni europee, con il paradosso di eleggere i rappresentanti di quel Paese al Parlamento solo per un periodo ristrettissimo di tempo, con il pericolo di interferire sugli equilibri politici dell’Unione. Naturalmente, tale accordo raggiunto nell’ultima riunione del Consiglio europeo straordinario ha avuto come obiettivo prioritario quello di salvaguardare l’unità dell’UE, evitando una separazione traumatica che secondo il precedente calendario si sarebbe dovuta compiere il 12 aprile.

Alla luce di questi diversi nodi problematici, la Rivista Rassegna di diritto pubblico europeo lancia un invito agli studiosi per una riflessione sugli scenari dopo le elezioni europee. Sarà utile riflettere sul futuro dell’Unione europea e comprendere se sussistono ancora le convinzioni ideali che hanno portato a quel processo politico e giuridico di integrazione che ha garantito un lungo periodo di pace al continente europeo. In proposito, si chiede agli interessati di inviare l’abstract e il titolo del proprio contributo alla suddetta Rivista (rasdpe@yahoo.it) entro il prossimo 10 giugno 2019. I lavori prescelti dovranno essere inviati allo stesso indirizzo entro il 15 novembre 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Lara\Desktop\new.gif Entro mercoledì 10 luglio – FIRENZE – call for panels and papers

Icon-S Italian Chapter - Seconda Conferenza: “Le nuove tecnologie e il futuro del diritto pubblico” Firenze, 22-23 novembre 2019

Gli sviluppi più recenti della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica stanno modificando in maniera profonda ed irreversibile i costumi, le abitudini individuali e sociali, la fisionomia delle relazioni interpersonali, sociali, politiche, ed economiche e conseguentemente il ruolo e le modalità di organizzazione e di azione dell’istituzioni pubbliche.

Questo cambiamento pone una sfida epocale alla stessa definizione dei sistemi giuridici, dalla teoria del diritto alla prassi dei diritti e dei doveri, nonché al nuovo assetto delle forme di governo (ruolo della scienza e della tecnica nella definizione dei poteri fondamentali – legislativo, esecutivo e giudiziario -; dalla discrezionalità tecnica alla discrezionalità tecnologica).

In particolare, tre dimensioni appaiono determinanti negli scenari presenti e futuri. 

La prima è quella della tecnologia digitale. L’avvento di internet ed il conseguente sviluppo di Internet of Things, l’intelligenza artificiale per lo sviluppo dei cosiddetti Big Data, l’utilizzo sempre maggiore degli algoritmi nelle decisioni private e pubbliche (fino alla tecnologia blockchain) sono certamente opportunità ma anche sfide radicali per il diritto pubblico: dall’impatto dei sistemi di decisione algoritmica sulla teoria del procedimento (sia amministrativo che costituzionale), all’utilizzo di strumenti di predizione nel processo penale, dall’influenza delle piattaforme digitali nel diritto all’informazione, alla partecipazione politica, alle decisioni sulla salute.

La seconda è quella delle neuroscienze. La possibilità di comprensione e predizione in termini quantitativi dei processi cognitivi e delle attività neurali comporta una revisione profonda della definizione della soggettività giuridica, di concetti chiave come libertà, responsabilità, dovere, diritto.

La terza è quella della genomica. La completa mappatura del DNA umano e le nuove tecniche di genetic editing consentono analisi, previsioni e manipolazioni che incidono la stessa definizione della persona e della sua dignità.

Questa interazione tra diritto pubblico e tecnologia, da un lato, induce a ripensare molte delle consuete categorie proprie della nostra tradizione giuridica, sia a livello nazionale che globale, anche perché la concentrazione di queste tecnologie – o dei dati prodotti da esse – in pochissime e ricchissime società commerciali multinazionali, impone una revisione della linea di confine tra poteri privati e poteri pubblici.

La governance internazionale di Internet, le nuove sfide alla protezione dei dati personali, l’impatto bioetico e costituzionale delle neuroscienze, l’organizzazione e il funzionamento dell’amministrazione digitale, le sfide poste dalle nuove tecnologie alle tecniche ed ai processi normativi, solo per citare alcuni esempi, sono aree di ricerca decisive.

Dall’altro lato, l’interazione tra diritto pubblico e tecnologia costringe a costituire una nuova comunità epistemica multidisciplinare, in grado di far dialogare ed interagire effettivamente mondi e culture ancora oggi troppo distanti.

La seconda conferenza della sezione italiana dell’International Society of Public Law (ICON·S, www.icon-society.org), che avrà luogo a Firenze il 22 e il 23 novembre 2019, mira ad approfondire lo studio di questi temi, nella prospettiva multidisciplinare che contraddistingue ICON·S.

L’obiettivo della conferenza è favorire una discussione approfondita e rigorosa su un numero selezionato di contributi di ricerca e rafforzare il dialogo nella comunità scientifica italiana e mondiale in queste aree. 

I ricercatori di tutte le aree delle scienze giuridiche (dal diritto pubblico, costituzionale, amministrativo, internazionale, europeo, penale, privato, commerciale, diritto dell’economia fino a tutti i settori ad essi correlati), ma anche gli studiosi di sociologia, di scienza politica, economia ed informatica o computer science in qualsiasi fase della loro carriera (dai dottorandi ai professori ordinari) possono partecipare alla conferenza.

La selezione delle proposte sarà effettuata a partire dagli abstracts dei papers (massimo 800 parole) e dalla descrizione dei panels (massimo 1000 parole), che debbono essere inviati, in lingua italiana o inglese, entro il 10 luglio 2019 sul sito internet http://www.iconsfirenze2019.it/ . Le proposte di panel possono indicare fino a un massimo di 5 partecipanti, incluso chi presiede o modera; la composizione del panel deve rispettare i principi della multidisciplinarietà, della inter-generazionalità e della parità di genere. 

L’esito della selezione sarà comunicato entro il 30 settembre 2019.

Per chi lo desiderasse, le versioni definitive dei contributi potranno essere pubblicate, previo superamento del relativo processo di valutazione, nel Forum dei Quaderni costituzionali, nella collana degli IRPA Working Papers e nell’Italian Journal of Public Law. I migliori contributi, inoltre, saranno considerati in vista di una possibile pubblicazione su Diritto pubblico, Quaderni costituzionali e sulla Rivista trimestrale di diritto pubblico, anche in questo caso previo superamento del relativo processo di valutazione.

Per informazioni: 2019@icon-s.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro lunedì 15 luglio – TOLOSA – call of papers

Workshop di Dottorato «Il ruolo del giudice di fronte alla crisi migratoria, economica e della sicurezza in Francia e in Italia» Tolosa, 21-22 novembre 2019

Programma di Ricerca Phc Galileo 2019

All’interno del programma PHC Galileo 2019, i gruppi di ricerca dell’Università di Toulouse 1 Capitole e dell’Università di Verona, vincitori del finanziamento, organizzano un workshop di dottorato nelle giornate del 21 e 22 novembre 2019 sul tema: « Il ruolo del giudice di fronte alla crisi migratoria, economica e della sicurezza in Francia e in Italia ».

Tipologia del progetto

Nel corso delle due giornate di studio, che si svolgeranno presso l’Università di Toulouse 1 Capitole, l’obiettivo è di stimolare i dottorandi e i giovani dottori di ricerca ad esaminare il ruolo assunto dai giudici durante la crisi migratoria, economica e della sicurezza che ha riguardato la Francia e l’Italia.

In particolare, il lavoro di ricerca intende indagare se esista un giudice della crisi ovvero se sia maturata una politica giurisprudenziale per fronteggiare le situazioni di crisi.

Il ruolo dei giudici può così essere tracciato secondo tre linee direttive. Anzitutto, in forza della separazione dei poteri, si tratta di apprezzare il ruolo oggettivo assolto dai giudici all’interno dell’ordine giuridico inteso in senso generale. In secondo luogo, secondo una dimensione soggettiva, si vuole prendere in esame le modalità adottate dai giudici per resistere alle situazioni di crisi. Infine, si intende analizzare il percorso logico che guida il ragionamento dei giudici ai fini della decisione.

Il workshop si propone, dunque, di analizzare il ruolo assunto dai giudici dinanzi alle tre grandi crisi che hanno coinvolto le istituzioni politico-giuridiche, nazionali e sovranazionali, in seno all’area euro-mediterranea. La prima crisi è di carattere economico, la seconda riguarda la sicurezza mentre la terza è legata ai fenomeni migratori.

Si tratta perciò di determinare se, in questo particolare momento storico, le crisi esaminate influenzino l’interpretazione delle norme che sono prese in esame nelle specifiche occasioni di ricorso (che, in Francia e in Italia, tendono a concretizzare il controllo di costituzionalità e quello amministrativo) in ragione di una maggiore presa in conto delle conseguenze della decisione, in virtù di strumenti procedurali nuovi (come, ad esempio, la modulazione degli effetti nel tempo in Italia e in Francia) oppure nel bilanciamento della protezione dei diritti e del rispetto delle esigenze economiche e di sicurezza.

In altri termini, ci si chiede se di fronte alla crisi e alla limitazione dei diritti dei singoli da parte dei legislatori, al fine di tutelare l’ordine pubblico, preservare l’equilibrio economico e tenere fede agli impegni elettorali, vi sia stato un intervento da parte dei giudici ordinari, amministrativi e costituzionali che abbia consolidato una giurisprudenza e messo a punto nuovi strumenti procedurali capaci di controllare le situazioni di crisi.

Si vuole pertanto indagare se i giudici si allontanino dalla figura di meri esecutori per essere i portavoce di una coscienza critica, capace di « resistere » alle delimitazioni tracciate dallo Stato di diritto per elaborare precise tecniche giuridiche ovvero se essi siano, piuttosto, dei preziosi alleati per il legislatore che assecondano gli interventi volti a fronteggiare le situazioni di emergenza, persino laddove è necessario limitare i diritti dei singoli. A tal proposito, sarà interessante distinguere le diverse giurisdizioni – ordinarie, amministrative e costituzionali – come pure il percorso storico che distingue la giustizia in Italia e in Francia, allo scopo di osservare l’impatto delle variabili sociologiche delle Istituzioni sulle rispettive giurisprudenze.

In previsione di trattare le suddette problematiche, abbiano dunque indicato tre grandi linee

direttive:

1. Il ruolo del giudice a fronte della crisi economica: scoppiata nel 2007, la crisi economica continua a produrre i suoi effetti condizionando negativamente la vita politica e istituzionale dei diversi paesi. A tale riguardo, si possono riconoscere numerose problematiche: a) il ricorso da parte dei giudici del termine « crisi » per giustificare la loro argomentazione; b) la considerazione da parte dei giudici dell’impatto economico sulla protezione dei diritti; c) la modulazione degli effetti nel tempo delle decisioni; d) l’impatto sulla ripartizione delle competenze tra lo Stato centrale e le collettività territoriali, di cui il giudice si pone come arbitro.

2. La preoccupazione da parte del giudice nei confronti della crisi riguardante

la sicurezza: dal 2015, gli attentati terroristici che hanno colpito la Francia, il Belgio, l’Inghilterra e la Germania hanno costretto gli Stati ad adottare delle misure eccezionali per far fronte alle minacce. A partire da tale presupposto, si possono sviluppare talune riflessioni: a) l’impiego del termine « urgenza » nella giurisprudenza e nei pareri dei giudici; b) la posizione assunta dal giudice dinanzi alle situazioni d’urgenza (sia per rinforzare le decisioni del potere centrale, sia per vigilare sulla eventuale limitazione dei diritti e delle libertà); c) la valutazione dell’impatto della crisi nell’esame della conformità delle misure d’urgenza rispetto ai diritti e alle libertà fondamentali; d) l’impatto sul dualismo giurisdizionale.

3. Il ruolo del giudice nella crisi migratoria: a partire dal 2011, l’Europa sta affrontando una ondata migratoria senza precedenti che comporta, altresì, taluni problemi per la gestione e l’integrazione dei migranti in arrivo nei nostri Paesi.  Possono quindi essere trattate alcune questioni tra le quali spiccano: a) gli effetti della crisi migratoria sul livello e i modi di protezione dei diritti individuali e sociali dei migranti; b) l’impatto della giurisprudenza europea (Corte di Giustizia dell’Unione europea e Corte EDU) sulle decisioni dei giudizi nazionali; c) la qualificazione della crisi migratoria da parte del giudice, in quanto crisi umanitaria e/o di sicurezza, e l’effetto sul riconoscimento della protezione internazionale; d) la percezione da parte del giudice del proprio ruolo in materia di migrazioni; e) l’impatto dell’organizzazione giurisdizionale e, in particolare, della ripartizione delle competenze giurisdizionali sulle decisioni dei giudizi; f) l’influenza delle regole procedurali sulle decisioni dei giudici e sulla protezione dei diritti; g) la penalizzazione dell’aiuto all’immigrazione irregolare e la conseguente reazione da parte dei giudici; h) il ricorso ai principi di fraternità e di solidarietà in materia di migrazione.

Si deve ugualmente evidenziare che, nel loro complesso, la crisi della sicurezza e quella migratoria presentano alcuni temi comuni legati, peraltro, alla strumentalizzazione da parte del potere pubblico delle esigenze di ordine pubblico. Questo genera una reazione da parte dei giudici, specialmente nel bilanciamento tra le esigenze di salvaguardia della sicurezza e la protezione dei diritti.

Criteri di selezione delle domande

Il workshop di dottorato è rivolto a tutti i dottorandi e ai giovani dottori (purché abbiano discusso la tesi in data successiva al luglio 2016), costituzionalisti, amministrativisti, penalisti, fiscalisti, privatisti, filosofi del diritto, teorici del diritto, europeisti, sociologi, politologi ed economisti.

I temi presentati dovranno imperativamente trattare questioni attinenti all’ordine giuridico italiano e francese, adottando un approccio comparativo o, in alternativa, di diritto interno.

Modalità di presentazione delle candidature

Le domande dovranno essere redatte in lingua francese, inglese o italiana e trasmesse entro il 15 luglio 2019 al seguente indirizzo: galilee19tlse@hotmail.com.

I candidati sono pregati di indicare il titolo dell’intervento così come il tema di ricerca prescelto (n°1, 2 o 3) e non eccedere i 3000 caratteri precisando altresì la lingua scelta per l’esposizione orale e la discussione (francese, inglese o, eventualmente, italiano).

I progetti saranno valutati in modo anonimo e il comitato scientifico comunicherà individualmente tramite e-mail i risultati della selezione nella settimana del 16 settembre 2019.

Qualora la candidatura fosse accettata, il candidato dovrà trasmettere una versione scritta di 20000 caratteri prima del giorno 1 novembre 2019, al fine di permettere la discussione nel corso del workshop. La presentazione dovrà essere di circa 15 minuti (saranno fornite ulteriori precisazioni al momento della pubblicazione dei risultati della selezione) e si darà la preferenza al francese, inglese e, solo eventualmente, all’italiano.

La pubblicazione finale degli atti del workshop sarà a cura dell’Università Toulouse 1 Capitole.

Ogni contributo finale non dovrà eccedere i 40 000 caratteri.

L’organizzazione non prenderà in carico i costi di trasferimento e di soggiorno ma, esclusivamente, quelli dei pasti durante il workshop.

Le Conseil scientifique/ il Comitato Scientifico:

Stefano Catalano, professeur à l’Université de Vérone

Marilisa D’Amico, professeur à l’Université de Milan

Laurence Dumoulin, chargée de recherche CNRS, Pacte Laboratoire de sciences sociales

Noémie Etchenagucia, doctorante à l’Université Toulouse I Capitole

Matthieu Gaye-Palettes, doctorant à l’Université Toulouse I Capitole

Marta Giacomini, docteur de l’Université de Vérone et de l’Université Paris 1 La Sorbonne

Wanda Mastor, professeur à l’Université Toulouse I Capitole

Nicoletta Perlo, maître de conférences à l’Université Toulouse I Capitole

Julia Schmitz, maître de conférences à l’Université Toulouse I Capitole

Cecilia Siccardi, docteur de l’Université de Milan

Daniele Velo Dalbrenta, professeur à l’Université de Vérone

 

 

 

 

 

 

 

* Le call sono pubblicate nell’ordine cronologico di scadenza a partire dalla più prossima