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Alta Corte per la Regione siciliana

 

Decisione 12 maggio 1953 – 20 agosto 1953, n. 69

sul ricorso del Commissario dello Stato contro la legge approvata dall’ Assemblea regionale il 12 aprile 1953, concernente: « Ratifica del D.L.P. 18 aprile 1951, n. 20, concernente concessione di mutui alle cooperative edilizie fra i dipendenti dell’amministrazione regionale »

 

Presidente: PERASSI; Relatore: ORTONA; P. M.: EULA . — Commissario Stato (Avv. St. ARIAS) - Regione Siciliana (Avv. SORRENTINO).

 

(omissis)

 

Con decreto legislativo del Presidente della Regione Siciliana in data 18 aprile 1951, n. 20, venivano dettate disposizioni a favore delle cooperative edilizie, costituite fra dipendenti dell’ amministrazione della Regione, per la costruzione di case economiche; e precisamente:

a) si provvedeva alla costituzione di un fondo per la concessione di mutui a modico tasso d’interesse, rimborsabili in trenta annualità;

b) si disponevano esenzioni e agevolazioni tributarie, concretantisi nelle esenzioni e agevolazioni concesse con leggi nazionali a favore delle cooperative edilizie e con la legge regionale 18 gennaio 1949, n. 2, per le nuove costruzioni edilizie.

L’Assemblea regionale, nella seduta del 12 aprile 1953, ratificava il cennato decreto presidenziale con alcune modificazioni, sostituendo, fra l’altro, la norma relativa alle esenzioni e agevolazioni tributarie (art. 8) con la seguente: « Tutti gli atti e contratti, stipulati e da stipularsi per la esecuzione del presente D.L.P. nonché tutte le operazioni a tale scopo dirette sono esenti da qualsiasi imposta, tassa o contributo indipendentemente dal valore degli atti e dei contratti medesimi.

«Tali agevolazioni si estendono anche al contratto di mutuo da stipularsi, tramite la cooperativa della quale il socio fa parte, tra lo Assessorato delle finanze mutuante ed il socio assegnatario, in sede di liquidazione finale relativa o allo stabile sociale o all’appartamento acquistato, nonché gli atti di cessione di credito relativi alle rate del mutuo concesso, ed a tutti gli atti e contratti eventualmente necessari per l’attribuzione degli appartamenti in proprietà individuale ai soci e per il conseguente frazionamento del mutuo e della relativa ipoteca.

« Le case di abitazione costruite o da costruire od in corso di costruzione od acquistate a norma del presente D.L. sono esenti per 25 anni dalla imposta sui fabbricati e relative sovrimposte ».

Contro la trascritta disposizione della legge di ratifica ha prodotto ricorso all’Alta Corte il Commissario dello Stato, deducendone l’illegittimità costituzionale, per avere sorpassato i limiti segnati alla potestà legislativa regionale tributaria sia dai principi ed interessi generali cui si informa la legislazione nazionale, sia dalla efficacia territoriale delle leggi regionali. Sotto il primo aspetto — osserva il ricorrente — l’art. 8, nel testo approvato dall’Assemblea, stabilirebbe esenzioni tributarie eccessive per entità o per durata, in confronto delle agevolazioni previste dalle leggi nazionali, e le stabilirebbe a favore di cooperative edilizie costituite fra dipendenti dell’amministrazione regionale, invece che a favore di cooperative edilizie, in genere per la costruzione di case economiche e popolari, come nella legislazione statale. Sotto il secondo profilo, le citate norme verrebbero a creare una situazione di privilegio per i dipendenti dell’amministrazione regionale rispetto alle altre categorie d’impiegati pubblici non regionali.

La Regione contrasta la fondatezza giuridica del ricorso, concludendo per il rigetto.

 

IN DIRITTO

 

L’Alta Corte — rilevando che in materia tributaria non spetta alla Regione una potestà legislativa esclusiva, e fondandosi sulla esigenza che l’attività legislativa della Regione debba essere coordinata con quella dello Stato, nonché sul principio della unità politica dello Stato — ha ritenuto che uno dei limiti per l’esercizio di detta potestà sia costituito dai principi e interessi generali cui s’informa la legislazione nazionale (decisione 13 agosto 1948 ed altre successive). Ciò importa, peraltro, che la legge regionale non debba essere difforme dai principi generali della legislazione nazionale, e non già dalle singole disposizioni contenute in leggi dello Stato.

L’Alta Corte ha anche rilevato che costituisce principio generale del diritto positivo italiano, riaffermato nella Costituzione (art.53), che tutti, individui o enti, sono soggetti agli oneri tributari; ed ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione che stabiliva una esenzione generale tributaria, o il trattamento tributario previsto per lo Stato, a favore di tutti gli enti pubblici da essa dipendenti. Ma ha riconosciuto che la Regione possa, con singole norme, prevedere esenzioni e agevolazioni tributarie, in relazione a determinati soggetti o al particolare oggetto dell’imposta. o all’uno e all’altro elemento insieme considerati, per specifici motivi di ordine politico sociale, economico, etc. (decisione 22 gennaio 1953).

Nel caso in esame, la norma di esenzione approvata dall’Assemblea regionale si presenta in termini generali, e quindi potrebbe apparire in contrasto con il principio di diritto tributario sopra enunciato, e più aderente a quell’indirizzo legislativo regionale che l’Alta Corte ha più volte dichiarato incostituzionale. Ma, esaminata la disposizione nel suo concreto contenuto e nella sua effettiva portata sembra doversi considerare come una norma di esenzione tributaria, che si informa al principi generali dettati dalla legislazione nazionale e che, se in alcune parti è più larga delle analoghe disposizioni di legge statali, lo è in un ambito specifico e ristretto, per motivi enunciati dall’Assemblea regionale e inerenti alla particolare situazione locale (la istituzione dell’Ente regione con relativa necessità di locali per uffici pubblici e per alloggi degli impiegati).

Invero, le leggi nazionali prevedono a favore delle cooperative edilizie l’esenzione totale per l’imposta di bollo, quella totale per la proporzionale di registro, quella totale venticinquennale ipotecaria, etc.; cioè un complesso di notevoli esenzioni o riduzioni. L’art. 8 della legge regionale accorda l’esenzione totale ma limitatamente alle costruzioni di case per gli impiegati regionali, per le quali sono previste concessioni di mutui per un importo complessivo di 4 miliardi, in sei esercizi, dal 1° luglio 1950 al 30 giugno 1956; quindi, per costruzioni e per rapporti giuridici con queste connessi, che si attuano in un ristretto spazio di tempo e per una determinata categoria di soggetti.

vale osservare, per ottenere l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, che le leggi nazionali concedono le esenzioni a favore delle cooperative edilizie in genere, e non di cooperative tra impiegati dello Stato, sia perché nelle cooperative edilizie sono comprese quelle fra impiegati dello Stato, sia perché queste hanno goduto anche di particolari agevolazioni, sia perché la portata più limitata della legge regionale in materia di esenzioni tributarie non può costituire motivo di incostituzionalità, rispondendo a un criterio giuridicamente coatto il concedere esenzioni a favore di categorie di soggetti, in dipendenza di specifiche ragioni.

Non ha neppure fondamento la dedotta incostituzionalità delle norme di esenzione per la loro applicabilità anche ai contratti già stipulati, poiché con ciò non risulta violata la norma della Costituzione (art. 25) che vieta solo la retroattività delle disposizioni di carattere penale; né sono violati i principi generali della legislazione nazionale in materia tributaria, perché nella specie, come si è detto, la legge regionale riguarda le costruzioni e i rapporti giuridici con queste connessi, che sono sorti e si costituiscono in un limitato spazio di tempo e a queste costruzioni e a questi rapporti giuridici si riferiscono, con uniforme criterio, le esenzioni tributarie.

In ordine al secondo profilo d’illegittimità costituzionale dello art. 8 della legge regionale di ratifica della ripercussione extraterritoriale della norma — basta osservare che le esenzioni tributarie riguardano costruzioni e contratti, che si concretano e che esauriscono i loro effetti nell’ambito territoriale della Sicilia.

 

P.Q.M.

 

L’Alta Corte respinge il ricorso proposto dal Commissario dello Stato avverso la legge regionale 12 aprile 1953, recante « ratifica del D.L.P. 18 aprile 1951 n. 20, concernente la concessione di mutui alle cooperative edilizie fra i dipendenti dell’amministrazione regionale».