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Alta Corte per la Regione siciliana

 

Decisione 30 aprile 1952 - 30 giugno 1952, n. 55

sul ricorso dei Commissario dello Stato contro il decreto legislativo del Presidente della Regione 31 marzo 1952, concernente: « Agevolazioni fiscali per i danneggiati dalle alluvioni dell’ottobre 1951 »

 

Presidente: SCAVONETTI; Estensore: MERLIN; P. M.: EULA. — Commissario Stato (Avv. CALENDA) - Regione Siciliana (Avv. ROSARIO NICOLO’).

 

Con D.L.P. 31 marzo 1952 (in virtù della delega legislativa contenuta nella legge regionale 3 gennaio 1952, n. 1) la Regione Siciliana ha adottato norme riguardanti «agevolazioni fiscali per i danneggiati dalle alluvioni dell’ottobre 1951».

Son note le gravi conseguenze che le alluvioni dell’ottobre hanno arrecato (prima ancora che si verificasse la spaventosa rotta del Po) a molte provincie della Sicilia.

Si prevede in detto decreto la sospensione del pagamento delle imposte (art. 1), il diritto ed il modo del recupero (art.5), esenzioni e sgravi secondo la gravità del danno (art. 6) variazioni dell’estimo catastale (art. 9) ed altre provvidenze.

Il Commissario dello Stato ricorre in termine contro questo decreto perché sarebbero stati violati i limiti entro i quali la Regione può esercitare la sua potestà legislativa in materia finanziaria (art. 36 dello Statuto).

Secondo il Commissario dello Stato sarebbe violato il principio scritto all’art. 360 del T.U., per la finanza locale. Per questo articolo, rientra nelle facoltà degli enti pubblici minori (comune e provincia) sospendere la loro sovrimposta quando sia sospeso il tributo erariale. Qui si disporrebbe delle entrate delle provincie dei comuni senza il loro consenso.

Sarebbe violato l’art. del T. U. per il catasto in quanto sono variate le condizioni per lo sgravio sia per quanto riguarda l’entità del danno, sia per il periodo dello sgravio.

Infine, l’esonero previsto verrebbe ad alterare il sistema nazionale della dichiarazione annuale del reddito (legge Vanoni).

La Regione Siciliana nega fondamento alle eccezioni del Commissario dello Stato e conclude per la reiezione del ricorso.

 

DIRITTO

 

L’Alta Corte ritiene che il ricorso non sia fondato.

La potestà legislativa della Regione — ex art. 36 dello Statuto — è stata esercitata entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato.

Basti considerare che norme analoghe sono state emanate dallo Stato per tutte le zone alluvionate, come imponevano di fare la gravità e la eccezionalità dell’evento.

Non ricorre pertanto la lamentata violazione del principio generale desunto dall’art. 260 dei R.D. 14 settembre 1931, n. 1175, sia perché la impugnata legge ha concesso semplici sospensioni, per cui gli enti locali potranno recuperare le sovrimposte sospese dopo l’agosto 1952, sia perché, avendo lo Stato — creditore principale delle imposte — accordato la sospensione del tributo, è consequenziale e legittima la sospensione anche delle sovrimposte.

Né ricorre la violazione del principio generale stabilito nell’art. 47 del R.D. 8 ottobre 19531, n. 1572,  in quanto il 2° comma di tale articolo ammette che «nei casi straordinari di gravi infortuni non preveduti nella formazione dell’estimo» si possa provvedere «con speciali disposizioni legislative».

 

P. Q. M.

 

L’Alta Corte respinge il ricorso del Commissario dello Stato avverso il decreto legislativo del Presidente della Regione Siciliana del 31 marzo 1952, riguardante agevolazioni fiscali per i danneggiati dalle alluvioni dell’ottobre 1951.