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Alta Corte per la Regione siciliana

 

Decisione 11 luglio  1951 – 14 novembre 1951, n. 49

sul sul ricorso del Presidente della Regione contro la legge nazionale 2 aprile 1951, n. 226, concernente: « Modificazioni alle aliquote dei diritti erariali sugli spettacoli di sale cinema­tografiche e spettacoli misti con avanspettacoli ».

 

Presidente: SCAVONETTI; Relatore: ORTONA; P. M.: EULA. - Regione Siciliana (Avv. ORLANDO CASCIO) - Presidenza Consiglio (Avv. St. ARIAS).

 

 

(omissis)

 

Con la legge nazionale del 2 aprile 1951, n. 226, sono state appor­tate modificazioni alle aliquote dei diritti erariali sugli spettacoli di sale cinematografiche e spettacoli misti con avanspettacoli, e si è data facoltà al Ministro delle finanze di affidare l'accertamento, la liquidazione e la riscossione di tali diritti erariali alla Società Italiana Autori ed Editori (S.I.A.E.).

Contro questa legge ha prodotto ricorso all’Alta Corte il Presi­dente della Regione Siciliana, deducendo:

1°) Violazione dell'art. 36 dello Statuto regionale, in quanto la legge dello Stato non poteva statuire per tutto il territorio naziona­le, compresa la Sicilia, in materia di diritti erariali, che sono di spet­tanza esclusiva della Regione e sui quali compete a quest'ultima ogni potestà legislativa.

2°) Violazione degli artt. 37, 36 e 20 dello Statuto, in quanto la legge impugnata, conferendo al Ministro per le finanze, a mezzo della Società Italiana Autori ed Editori. il potere di accertamento, liquida­zione e riscossione dei diritti erariali in tutto il territorio nazionale, ha violato la potestà amministrativa spettante alla Regione per la ri­scossione dei tributi ad essa devoluti dallo Statuto.

Lo Stato, difeso dall'Avvocatura generale, ha sostenuto l'infon­datezza del ricorso, e il Procuratore generale ha concluso per la sua reiezione.

 

IN DIRITTO

 

Sul 1° motivo di ricorso l'Alta Corte osserva che già in prece­denti decisioni ha ritenuto che la Regione non ha, nella materia dei tributi ad essa devoluti dallo Statuto, una potestà legislativa esclusi­va, ma solo una potestà legislativa concorrente con quella dello Stato, contenuta anzi nei limiti indicati nelle decisioni medesime. Ne con­segue che non può dirsi costituzionalmente illegittima la legge na­zionale del 12 aprile 1951, che ha statuito in materia di diritti era­riali sugli spettacoli cinematografici e spettacoli misti per tutto il ter­ritorio dello Stato; salva la potestà della Regione di legiferare nella stessa materia, nei limiti sopra ricordati.

Sul 2° motivo di ricorso l'Alta Corte osserva che, dandosi con la legge impugnata la facoltà al Ministro per le finanze di affidare alla Società Italiana Autori ed Editori l'accertamento, la liquidazione e la riscossione dei cennati diritti erariali, il legislatore nazionale non ha ecceduto dalla sfera della sua competenza nei riguardi della Regione Siciliana, sia per quanto si è rilevato a proposito del precedente motivo di ricorso (v. anche decisione di pari data n. 16), sia perchè la legge ha dato solo «la facoltà» di affidare alla S.I.A.E. 1'accertamento, liquidazione e riscossione dei diritti erariali, e quindi è dal concreto esercizio e modo di esercizio di questa facoltà che potrà eventualmente derivare la violazione del diritto della Regione: e sarà in tal caso questione di illegittimità dell'atto amministrativo, da risol­versi dall'organo giurisdizionale competente, non questione di legittimità  della legge, da risolversi da questa Alta Carte.

P.Q.M.

 

L'Alta Corte rigetta il ricorso del Presidente della Regione Si­ciliana avverso la legge  2 aprile 1951, n. 226