ORDINANZA N. 87
ANNO 2000
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
- Cesare MIRABELLI Presidente
- Francesco GUIZZI Giudice
- Fernando SANTOSUOSSO "
- Massimo VARI "
- Cesare RUPERTO "
- Riccardo CHIEPPA "
- Gustavo ZAGREBELSKY "
- Valerio ONIDA "
- Carlo MEZZANOTTE "
- Fernanda CONTRI "
- Guido NEPPI MODONA
"
- Piero Alberto CAPOTOSTI "
- Annibale MARINI "
- Franco BILE "
- Giovanni Maria FLICK "
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 641,
primo comma, e 645, primo comma, del codice di procedura civile, promosso con
ordinanza emessa il 4 gennaio 1999 dal Giudice di pace di Stradella sul ricorso
proposto da Riccardi Elisa contro il Condominio Emilia di Stradella, iscritta
al n. 197 del registro ordinanze 1999, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 14, prima serie speciale,
dell'anno 1999.
Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
udito nella camera di
consiglio dell'8 marzo 2000 il Giudice relatore Fernanda Contri.
Ritenuto
che
il Giudice di pace di Stradella, con ordinanza emessa il 4 gennaio 1999, ha
sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questioni di
legittimità costituzionale dell’art. 641, primo comma, del codice di procedura
civile, nella parte in cui non
prevede l’avvertimento che l’opponente deve proporre, a pena di decadenza,
nell’atto di opposizione le eventuali domande riconvenzionali e dell’art. 645,
primo comma, del medesimo codice, nella
parte in cui non prevede espressamente che l’opponente deve proporre nell’atto
di opposizione, a pena di decadenza, le eventuali domande riconvenzionali;
che è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio
dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, concludendo
per la inammissibilità o comunque per la infondatezza delle questioni.
Considerato
che
identiche questioni, ancorché più ampie, in quanto aventi ad oggetto anche gli
artt. 318, 319 e 638 cod. proc. civ., sono già state sollevate dallo stesso
rimettente nell’ambito del medesimo giudizio;
che, con ordinanza n. 282 del 1998, tali questioni sono
state dichiarate manifestamente inammissibili da questa Corte per difetto di
rilevanza nella definizione del giudizio principale, in quanto, non essendo
stata formulata, ad opera della parte opposta, una espressa eccezione in ordine
alla inammissibilità della domanda riconvenzionale, le questioni stesse risultavano
sollevate in modo del tutto astratto;
che, restando immutata la situazione processuale relativa
alla domanda riconvenzionale - come si rileva dall’ordinanza di rimessione,
nella quale si dà atto che la parte opposta ha precisato le conclusioni "come
da comparsa di costituzione e risposta" -, e non emergendo nuovi e diversi
elementi - come espressamente riportato in ordinanza - rispetto a quelli già
valutati da questa Corte ai fini della rilevanza, le questioni devono
dichiararsi ancora una volta manifestamente inammissibili;
che in presenza di una pronuncia avente contenuto decisorio,
come è quella che abbia accertato un difetto di rilevanza non modificabile dal
giudice a quo, non è consentito al
medesimo rimettente riproporre nel medesimo giudizio la stessa questione,
poiché ciò si concreterebbe nella impugnazione della precedente decisione della
Corte, inammissibile alla stregua dell’ultimo comma dell’art. 137 della
Costituzione.
Visti gli
artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma,
delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.
PER QUESTI MOTIVI
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara la
manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli
artt. 641, primo comma, e 645, primo comma, del codice di procedura civile,
sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice di
pace di Stradella con l’ordinanza in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 22 marzo 2000.
Cesare MIRABELLI, Presidente
Fernanda CONTRI, Redattore
Depositata in cancelleria il 28 marzo 2000.