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ORDINANZA N. 506

ANNO 1993

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

Presidente

Prof. Francesco Paolo CASAVOLA

Giudici

Prof. Gabriele PESCATORE

Avv. Ugo SPAGNOLI

Prof. Antonio BALDASSARRE

Prof. Vincenzo CAIANIELLO

Avv. Mauro FERRI

Prof. Luigi MENGONI

Prof. Enzo CHELI

Dott. Renato GRANATA

Prof. Giuliano VASSALLI

Prof. Francesco GUIZZI

Prof. Cesare MIRABELLI

Prof. Fernando SANTOSUOSSO

Avv. Massimo VARI

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimitā costituzionale degli artt. 1, 2, 7,9 e 10 del decreto-legge 17 luglio 1993, n. 232 (Disposizioni in materia di legittimitā dell'azione amministrativa), promosso con ricorso della Regione autonoma della Valle d'Aosta, notificato il 7 agosto 1993, depositato in cancelleria il 10 successivo ed iscritto al n. 34 del registro ricorsi 1993.

Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei Ministri;

udito nella camera di consiglio del 1o dicembre 1993 il Giudice relatore Antonio BALDASSARRE.

Ritenuto che la Regione autonoma della Valle d'Aosta, con ricorso notificato il 7 agosto 1993 e depositato il successivo 10 agosto, ha sollevato questione di legittimitā costituzionale degli artt. 1, 2, 7, 9 e 10 del decreto-legge 17 luglio 1993, n. 232 (Disposizioni in materia di legittimitā dell'azione amministrativa), deducendo la violazione degli artt. 77, 100, 103, 108, 116 e 125 della Costituzione, nonchč degli artt.2, 3, 4, 29, 38, 43 e 46, primo comma, del proprio Statuto (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4);

che, in particolare, le disposizioni impugnate, applicabili anche alle Regioni a statuto speciale per l'espressa previsione contenuta nell'art. 10, concernono l'istituzione delle sezioni regionali della Corte dei conti (art.1), l'individuazione dell'organo incaricato dello svolgimento delle funzioni di pubblico ministero presso le sezioni regionali della Corte dei conti (art. 2), la individuazione degli atti, anche delle regioni, da sottoporre al controllo della Corte dei conti, nonchč dei modi e dei contenuti del controllo successivo (art. 7), e, infine, la istituzione dei servizi di controllo interno in tutte le amministrazioni pubbliche, e le relative modalitā di funzionamento (art. 9);

che, ad avviso della ricorrente, le disposizioni impugnate sarebbero variamente lesive delle proprie competenze, dei principi costituzionali in materia di controllo sugli atti delle regioni e di tutela delle minoranze linguistiche riconosciute, nonchč dei principi che regolano la decretazione d'urgenza e la riserva di legge formale, prevista dagli artt. 100, secondo e terzo comma, 103, secondo comma, e 108 della Costituzione;

che si č costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile ovvero infondato.

Considerato che il decreto-legge 17 luglio 1993, n. 232 non č stato convertito in legge nel termine di sessanta giorni dalla sua pubblicazione, come risulta dal comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 217 del 15 settembre 1993;

che, pertanto, in conformitā alla giurisprudenza di questa Corte (v., da ultimo, l'ordinanza n. 470 del 1993), le questioni di legittimitā costituzionale sollevate dalla Regione Valle d'Aosta devono essere dichiarate manifestamente inammissibili.

Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

PER QUESTI MOTIVI

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara la manifesta inammissibilitā delle questioni di legittimitā costituzionale degli artt. 1, 2, 7, 9 e 10 del decreto-legge 17 luglio 1993, n. 232 (Disposizioni in materia di legittimitā dell'azione amministrativa), sollevate dalla Regione autonoma della Valle d'Aosta, con il ricorso indicato in epigrafe, per violazione degli artt. 77, 100, 103, 108, 116 e 125 della Costituzione, nonchč degli artt. 2, 3, 4, 29, 38, 43 e 46, primo comma, dello Statuto speciale approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4.

Cosė deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29/12/93.

Francesco Paolo CASAVOLA, Presidente

Antonio BALDASSARRE, Redattore

Depositata in cancelleria il 31/12/93.