ORDINANZA
N. 61
ANNO 1976
REPUBBLICA
ITALIANA
IN NOME DEL
POPOLO ITALIANO
LA CORTE
COSTITUZIONALE
composta dai signori giudici:
Prof. Paolo ROSSI, Presidente
Dott. Luigi OGGIONI
Avv. Angelo DE MARCO
Avv. Ercole ROCCHETTI
Prof. Enzo CAPALOZZA
Prof. Vincenzo Michele TRIMARCHI
Prof. Vezio CRISAFULLI
Dott. Nicola REALE
Avv. Leonetto AMADEI
Dott. Giulio GIONFRIDA
Prof. Edoardo VOLTERRA
Prof. Guido ASTUTI
Dott. Michele ROSSANO
Prof. Antonino DE STEFANO,
ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
nei giudizi
riuniti di legittimità costituzionale della legge 17 luglio 1942, n. 907 e
successive modifiche contenute nella legge 3 gennaio 1951, n. 27, relative al
monopolio di Stato sui tabacchi, promossi con ordinanze emesse:
1) dal
tribunale di Crema il 31 ottobre 1973, dalla Corte d'appello di Roma il 22
maggio, 2 luglio e 12 luglio 1973, dal tribunale dell'Aquila il 12 marzo 1974,
dal tribunale di Cremona il 16 ottobre 1973, dal tribunale di Brescia il 16
gennaio 1974, dal tribunale di Bolzano il 27 giugno 1974, dal tribunale di
Varese il 10 giugno 1974, dal tribunale di Udine il 17 maggio 1974, dal giudice
istruttore del tribunale di Milano l'8 febbraio 1974, dal tribunale di Roma il
12 febbraio 1974 e dalla Corte d'appello di Catanzaro il 15 maggio 1974,
iscritte ai nn. 23, 105, 106, 110, 228, 238, 303, 350, 368, 400, 404, 430 e 436
del registro ordinanze 1974 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica nn. 69, 119, 126, 167, 263, 284, 289, 309, 296, 324, e 317 dell'anno
1974;
2) dal tribunale
di Palmi il 18 gennaio, il 1 e il 6 marzo 1974, iscritte ai nn. 538, 539 e 540
del registro ordinanze 1974 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 41 dell'anno 1975;
3) dalla
Corte suprema di cassazione - sezione III penale il 21 febbraio 1974, dalla
Corte d'appello di Catanzaro l'8 novembre 1974, dal tribunale di Roma il 7
novembre 1974, dalla Corte d'appello di Firenze il 18 novembre 1974 e il 27
gennaio 1975, dal tribunale di Sondrio il 28 gennaio 1975, dal tribunale di
Bologna il 10 febbraio 1975, dal tribunale di Montepulciano il 27 novembre
1974, e dalla Corte d'appello di Venezia il 31 ottobre, 7 e 18 novembre, 2, 5,
16 e 19 dicembre 1974, 9 e 16 gennaio 1975, iscritte ai nn. 14, 70, 72, 101,
130, 137, e da 145 a 157 del registro ordinanze 1975 e pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 55, 88, 120 e 159 dell'anno 1975;
4) dalla
Corte suprema di cassazione - sezione III penale - il 22 novembre 1974, dal
tribunale di Firenze il 10 dicembre 1974, dalla Corte d'appello di Catanzaro il
24 gennaio 1975 e il 12 dicembre 1974, e dal tribunale di Forlì il 6 dicembre
1974, 21 gennaio, 28 febbraio e 17 gennaio 1975, iscritte ai nn. 171, 172, 197,
209, 244, 245, 246 e 264 del registro ordinanze 1975 e pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica nn. 166, 181, 188 e 202 dell'anno 1975;
5) dal
tribunale di Ravenna il 26 maggio 1975, dal tribunale di Milano l'11 febbraio
1975, dal tribunale di Torino il 23 maggio 1975, dalla Corte d'appello di
Catanzaro il 23 e 25 maggio 1975, dal tribunale di Bologna il 28 maggio 1975,
dal tribunale di Forlì il 13 dicembre 1974 e dal tribunale di Voghera il 21
aprile 1975, iscritte ai nn. 305, 306, 317, 318, 324, 325, 332, 333 e 355 del
registro ordinanze 1975 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
nn. 235, 242 e 249 dell'anno 1975.
Visti gli
atti d'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito
nell'udienza pubblica del 28 gennaio 1976 il Giudice relatore Vincenzo Michele
Trimarchi
udito il
sostituto avvocato generale dello Stato Giorgio Azzariti, per il Presidente del
Consiglio dei ministri.
Ritenuto che
con le ordinanze indicate in epigrafe é stata sollevata in riferimento agli
artt. 32, comma primo, 41 e 43 della Costituzione la questione di legittimità
costituzionale della legge 17 luglio 1942, n. 907, ovvero di alcuni articoli di
detta legge e precisamente degli artt. 45 e seguenti, o 45 e seguenti in
relazione al 66, o 45, 66 n. 5 e 73, o 45, 46, 47, 57 e 66 n. 5, o 43 e 103, o
66 n. 5, 75 e 80; e delle successive modifiche e cioè della legge 3 gennaio
1951, n. 27 o di alcuni articoli di detta legge e precisamente degli artt. 1, 4
e 12;
che, nei
giudizi in cui ha spiegato intervento, il Presidente del Consiglio dei ministri
ha eccepito l'inammissibilità della questione per difetto di rilevanza, sotto
vari profili e per diverse ragioni; e che, nella memoria ha altresì ricordato:
che con l'art. 7, comma primo, della legge 10 dicembre 1975, n. 724, recante
"disposizioni sull'importazione e commercializzazione all'ingrosso dei
tabacchi lavorati e modificazione delle norme sul contrabbando di tabacchi
esteri", é stato modificato il testo dell'art. 341 del d.P.R. 23 gennaio
1973, n. 43 ("approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in
materia doganale") nel senso che "ai fatti di contrabbando che
abbiano per oggetto tabacchi di provenienza estera si applicano esclusivamente
le disposizioni di questo titolo" e cioé quelle relative alle violazioni
doganali; e che con il secondo comma dello stesso art. 7 si é stabilito che
"in deroga alla norma dell'art. 20 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, le
disposizioni del presente articolo - e cioè quelle di cui al ricordato primo
comma - si applicano, se più favorevoli, anche ai fatti commessi anteriormente
all'entrata in vigore della presente legge, salvo che sia stata pronunciata
sentenza irrevocabile"; e da ciò ha dedotto che, ove mai sia esistita, la
rilevanza della questione sarebbe venuta meno, dato che agli imputati nei
processi a quibus, se riconosciuti colpevoli, sarebbero divenute
applicabili le pene previste dalla legge doganale e non quelle, più gravi, già
previste dalla legge n. 27 del 1951;
che i
giudizi, avendo ad oggetto la detta questione, possono essere riuniti.
Considerato
che, a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 724 del 1975 ed in forza
del citato art. 7 di detta legge, per tutti i giudizi come sopra promossi si
appalesa necessario che i relativi giudici accertino se sussista tuttora la
rilevanza della ripetuta questione e nei termini in cui ciascuno di essi l'ha
sollevata;
che,
conseguentemente, occorre disporre la restituzione degli atti ai predetti
giudici.
PER
QUESTI MOTIVI
LA
CORTE COSTITUZIONALE
ordina che
gli atti relativi alle ordinanze indicate in epigrafe vengano restituiti ai
tribunali di Crema, de l'Aquila, di Cremona, di Brescia, di Bolzano, di Varese,
di Udine, di Palmi, di Roma, di Sondrio, di Bologna, di Montepulciano, di
Firenze, di Catanzaro, di Forlì, di Ravenna, di Milano, di Torino e di Voghera,
alle Corti d'appello di Roma, di Catanzaro, di Firenze, di Venezia e alla Corte
suprema di cassazione.
Così deciso
in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12
marzo 1976.
Paolo ROSSI - Luigi OGGIONI - Angelo DE
MARCO - Ercole ROCCHETTI - Enzo CAPALOZZA - Vincenzo Michele TRIMARCHI - Vezio
CRISAFULLI - Nicola REALE - Leonetto AMADEI - Giulio GIONFRIDA - Edoardo
VOLTERRA - Guido ASTUTI - Michele ROSSANO - Antonino DE STEFANO.
Arduino SALUSTRI - Cancelliere
Depositata in
cancelleria il 25 marzo 1976.