Messaggio che il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano,
in occasione della Festa
Nazionale della Repubblica
"L'Eredità
di Luigi Einaudi": "Per voi che ascoltate auguro innanzitutto che la
festa del 2 giugno possa rappresentare un momento di serenità. Ricordiamo in
queste settimane – con la mostra che vedete – la figura di Luigi Einaudi,
grande studioso, maestro di vita civile e uomo delle istituzioni, che nel 1948
fu eletto Presidente della Repubblica.
Ma questa giornata è l’occasione per
ricordare anche come nacque, oltre sessant’anni fa, la Repubblica: tra grandi
speranze e potendo contare sulla volontà allora diffusa tra gli italiani di
ricostruire e far rinascere il paese, in un clima di libertà, attraverso uno
sforzo straordinario di solidarietà e unità.
E’ qualcosa che vale la pena di
ricordare perché l’Italia, divenuta un paese altamente sviluppato, avrebbe oggi
bisogno di uno sforzo simile, per la complessità dei problemi che sono dinanzi
alla società e allo Stato, in un mondo profondamente
mutato.
Riuscimmo in quegli anni lontani a
risalire dall’abisso della guerra voluta dal fascismo, e a guadagnare il nostro
posto tra le democrazie occidentali. E abbiamo poi superato tante tensioni e
prove.
Non possiamo ora permetterci di fare un
passo indietro ; sapremo – ne sono certo – uscire
dalle difficoltà e farci valere ancora una volta, grazie a un forte impegno e
slancio comune. Su quali basi un rinnovato sforzo della nostra comunità
nazionale debba poggiare, lo dicono i principi e gli indirizzi della
Costituzione che la Repubblica si diede sessant’anni fa, in meno di due anni
dal referendum e dalle elezioni del giugno 1946.
Ma non posso tacere la mia
preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che
costituiscono invece la negazione dei principi e valori costituzionali:
fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la
sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza
contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e
ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico.
Chiedo a quanti, cittadini e
istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro parte
nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile in
questa nostra Italia, che sente sempre vive le sue più profonde tradizioni
storiche e radici umanistiche. Costruiamo insieme un costume di rispetto
reciproco, nella libertà e nella legalità, mettiamo a frutto le grandi risorse di
generosità e dinamismo che l’Italia mostra di possedere. Buona
festa della Repubblica a tutte le italiane e gli italiani."